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I ragazzi cresciuti nella bambagia non hanno gli anticorpi per affrontare la società da grandi

24 Novembre 2008 alle 16:15

Secondo il mio modesto parere una delle cause principale della degenarazione della gioventù sono stati i psicologhi. Sono anziano ed ai tempi miei la psicologia veniva spontanea a mamma, papà e insegnanti. Non c'era bisogno di pseudo studiosi dei bambini, che pretendono di sapere tutto e contribuiscono enormemente ad allevare ragazzi e ragazze che poi, da grandi, non hanno gli aticorpi necessari per vivere e farsi strada con le proprie forze nella società, quella vera, quella che nei rapporti con gli altri se ne frega della psicologia. Allora, questi giovani cresciuti nel mondo ovattato da tutte le accortezze, come se fossero una roba fragile da non toccare con nessuna cosa sgradevole, si trovano improvvisamente a dover combattere in questo mondo, dove gli agnelli vengono sistematicamente sacrificati, a favore dei lupi, di coloro che sono più furbi degli altri. Nella mia infanzia se ti comportavi male a scuola, se il maestro ti puniva con una sberla, o, con la bacchetta sulle mani, e lo dicevi a casa, prendevi altre botte e castighi, per non esserti comportato bene, Oggi, se un ragazzo prende un voto cattivo perché è asino o fannullone, il genitore viene in classe e schiaffeggia l'insegnante. Come si può pensare che quel ragazzo possa crescere cosciente del valore del merito? Quando si troverà nella società pretenderà che gli si dia un lavoro anche se non è capace di farlo, perché questo gli tocca per diritto. Nella società sarà uno spaesato, perché non può avere quello che vuole lui e non potrà più intervenire il padre se sbaglia, come quando era a scuola. Stiamo creando una generazione di gente debole, che per forza deve rifugiarsi nella droga e quindi nel sogno, visto che la realtà in cui vive è troppo dura per ragazzi cresciuti nella bambagia.

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