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Bush l'Iraq e Pavlov

19 Novembre 2008 alle 11:45

Appunto, l'Algeria, l'Indonesia, l'Arabia Saudita, quasi tutto il corno d'Africa e non solo, tutti paesi in mano ad una teocrazia islamica. Eppure noi si bombarda l'unico Paese che islamico non era (lo sta diventando adesso, però). Allora, rispondete a questo invece di reagire istintivamente e pavlovianamente: io sono una fervente americanista, una persona consapevole fortemente del pericolo dell'estremismo islamico che né sottovaluto né considero effetto dell'imperialismo americano, e mi manda in besta chi ancora a sinistra la pensa così. Son anche una fervente sionista, se vogliamo mettercele tutte. Quindi basta col fare di tutta l'erba un fascio, basta con questa grossolana definizione dell'avversario politico per poi sparargli addosso a pallettoni. Nonostante le premesse politiche e culturali che mi muovono, cerco sempre di essere critica, e quindi non mi prendo sempre tutto il pacchetto di idee preconfezionate che l'ideologia offre, e quindi mi sento libera di ritenere Bush un politico pessimo pur rimanendo una fervente americanista. Quindi invece di digrignare i denti e reagire sempre nello stesso modo, ditemi qual era il motivo della guerra in Iraq, ditemi come si può giustificare l'invenzione di prove false, ditemi perché l'Iraq e non l'Algeria (che legami con Al Qaeda li ha e li aveva eccòme). Ditemi come si può considerare un successo una guerra che 6 anni dopo la conquista della capitale è ancora ben lontana dal finire, si è ancora anni luce dall'avere il controllo del territorio, si sono create e aizzate contrapposizioni etniche e religiose. Essere di una certa parte politica non vuol dire spegnere il cervello e bere tutto quello che viene passato, il senso critico e il coraggio di dissentire anche da chi si "ama", credo che questo sia quanto ci rende persone intelligenti e disposte a capire e migliorare veramente.

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