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Politiche familiari

18 Novembre 2008 alle 21:30

Domenica mattina è nata la mia seconda figlia. È nata a Tallinn, Estonia, con parto naturale governato da ostetriche post-sovietiche, col sorriso sulle labbra di chi tante ne ha viste, e da giovani estoni che parlano l'inglese. Abbiamo chiesto una stanza familiare, con letto matrimoniale e fasciatoio e collegamento wi-fi. Vestiti e pannolini per la neonata forniti dalla casa, come pure tre pasti al giorno, per due. Il conto: 108 euro per tre giorni, in una struttura pubblica. Prima di uscire dall'ospedale un omaggio: un pacco di pannolini, qualche medicamento e un pacco che assicura un anno di onesto vestiario al piccolo, se non si abbiano ossessioni modaiole. L'Estonia è un paese di 1.400.000 abitanti, a basso tasso di religiosità, sotto la regola sovietica fino a meno di vent'anni fa; reddito medio circa 7.000 euri, flat tax al 20% con esclusione dei profitti reinvestiti e deduzioni di reddito per la progressività. In recessione come tutti. Fossi stato residente a Tallinn, domani avrei un accredito di 340 euro sul mio conto; la maternità retribuita è di 18 mesi (aspettativa fino a tre anni). Poi accendo il pc e leggo il vostro pezzo sul quoziente familiare, il fondo a rotazione e blabla.

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