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Eluana

14 Novembre 2008 alle 14:49

Tramontato ogni ottimismo positivista, annegata l’illusione scientista nel bagno d’umiltà del relativismo postmoderno, pare proprio che la Natura continuerà ad abbatterci con inesorabile violenza: moriremo tutti prima o poi, lo sa?.. E non Le sembra “troppo umano” reagire con altrettanta brutalità alla forza soverchiante di una Natura crudele che ci attanaglia, e alla quale abbiamo scelto di non appartenere più? Natura maligna, non ci avrai che da morti, ma non ci ucciderai… perché saremo noi a farlo, noi a decidere il modo, il giorno e l’ora: un’autodeterminazione titanica, così lontana dalla Vita! Ecco quel che resta della ragione naturale degli illuministi: una lucida violenza, e però razionale, contro l’apparente irrazionalità dell’esistere. Che cos’è questo cinismo, se non l’ultimo stadio della superbia adamitica, solo un po’ più amara e sprezzante? Attendo un nuovo Gandhi, che attui la non-violenza contro questo neocolonialismo della disperazione. Avrebbero dovuto piuttosto costruire un altare a quell’ostinata caparbietà della Vita, che celebrava instancabilmente se stessa nella sua incontestabile e assoluta oggettività, ben al di là degli psicologismi soggettivisti, e perciò schizofrenici, della coscienza e dell’autocoscienza moderne. E da ultimo, capitasse a me, vorrei sapere mia madre e mio padre abbastanza umani da lasciarsi consolare dalla cura amorevole di una pianta col volto del figlio; una pianta che apre e chiude gli occhi, che respira da sé, che vive forse ben oltre se stessa, come a dire: “Io sono però…”.

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