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Amore

14 Novembre 2008 alle 14:47

Molti di quelli che difendono giustamente il diritto alla vita della povera Eluana, sono quelli che non vogliono riconoscere il diritto di una coppia omosessuale di assistersi reciprocamente in ospedale. Per chi lo ignorasse, oggi la legge consente ai parenti (non solo ai genitori, ma anche all'odiato cugino di quarto grado) di uno dei due soggetti di opporsi a che il compagno abbia l'accesso alle cartelle cliniche e possa stare accanto al malato. I "difensori di Eluana" dicono che basterebbe fare un scrittura privata che autorizzi il compagno (loro dicono: l'altra parte, perchè compagno allude ad un affetto che non riconoscono) ad essere un "tutore". Peccato che quella scrittura privata (autenticata a pagamento dal notaio) può essere in qualunque momento ridotta a brandelli da un bravo avvocato e da un giudice poco incline a concedere il diritto di una persona a volere chi desidera al suo capezzale. E, in ogni caso, perchè uno dovrebbe ricorrere al giudice (con dispendio di denaro) per manifestare semplicemente un suo desiderio legittimo?

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