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Solo DUE canali per superare la crisi RAI

12 Novembre 2008 alle 09:42

La RAI è in piena crisi. Tra pacchi e paccottiglia: non diverte, non fa riflettere, non educa, non insegna, niente di niente. Interessante a questo proposito il parere di Aldo Grasso e Corrado Calabrò, garante delle comunicazioni, piuttosto in linea nel sostenere che per estrarre la RAI dalle sabbie mobili occorre ridurre a DUE le televisioni: • una nazionalpopolare, che basta e avanza, e • una di sperimentazione, che se ne infischi degli indici di ascolto, almeno nel primo periodo, destinata a recuperarli nel tempo. Il nostro rapporto con i mezzi di comunicazione va ripensato, ricalibrato, partendo dalla RAI, la tv dei poveri. Il governo, l’opposizione, la RAI stessa devono fare qualcosa. Con una RAI in queste condizioni al posto che affrontare l’emergenza giovanile, o educativa come la chiama Ratzinger, si rischia di creare un’emergenza adulta e al posto che combattere la crisi che ci investirà nel prossimo triennio e ripensare il nostro stile di vita, finiremo imbalsamati a esultare per l’Isola dei famosi.

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