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Squola, Alitaglia e Stakanov

11 Novembre 2008 alle 13:10

C'era una volta la sinistra che risanava i conti dello Stato. Non un secolo nè un decennio fa, quella allegra banda dell'Unione, con il principe del fiscalismo Visco. Scrivere una lettera al governo per chiedere il ripristino dei tagli sulla scuola e, contemporaneamente, non chiedere a studenti e a piloti di tornare a bomba (in classe e in cabina), ma anzi stimolarli a stare in piazza, pare a tutti una cosiddetta inversione a U, che induce allo spreco e alla dispersione. Se risanare i conti dello Stato significa solo alzare le tasse, quando invece, come fa notare Ricolfi, si è perso anche quel poco di ciclo economico positivo del 2006 per trovare altre soluzioni, allora vuol dire che c'è una classe dirigente che o "non sa" o "non vuole" fare nulla in questo senso, se non riprendersi le poltrone. Sarebbe molto interessante cominciare a fare i conti su quanto costa al paese una opposizione "piazzarola". i giorni di sciopero durante il Berlusconi bis e ter toccarono vette record. Con un paese dall'economia ferma e la produzione in recessione ci si augurerebbe maggiore responsabilità: un suggerimento intelligente a Veltroni sarebbe di cominciare a chiedere al "suo" popolo se se la sente di cominciare a lavorare almeno il sabato mattina: Berlusconi comincerebbe allora a prenderlo in considerazione, forse. Ricordo che la Cina viaggia, "con la crisi in poppa", al 9% di PIL nel 2008. 4/5 del paese non conosce lo stop del sabato e della domenica: tradotto almeno un 2% di PIL viene da attività "festive": altro che 35 ore. Fiato sprecato: Stakanov non gira piu' per il Botteghino.

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