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Altro che Obbàma...

8 Novembre 2008 alle 15:21

Non sono per niente d'accordo con il vostro articolo "West Wing e Drive in". Confesso che non ho mai sopportato le pesantezze protocollari e ingessate dei riti politico-internazionali e tutte le volte che Berlusconi se ne esce con una delle sue resto piacevolmente sorpreso. Insomma mi sono rotto di tutta quest'aura di sacralità e intangibilità dovuta a tutti questi burocrati-politico-amministratori, quasi fossero sacerdoti di uno strano rito di religione civile, che instillano nei più ingenui l'inconscio obbligo di considerarli degni di maggior considerazione e reputazione di altri solo per via di un ruolo formale. In fondo tutti sono uomini e per questo limitati e difettosi. Insomma, definire Obbàma "abbronzato" è stato un colpo di genio: tutti a propagandarlo quasi come il messia del nuovo mondo de-bushizzato, ed ecco spuntare fuori il geniale nano di Arcore e sfoderare l'arma più decisiva per un collettivo ritorno sulla terra: l'ironia, peraltro per nulla maliziosa. Al massimo la si poteva considerare una battutaccia, di quelle grevi milanesi o coatte romanesche (ma che effetto: continuo a riderne ripensandoci, e così rido di chi ritiene Obama alla stregua di un Messia, dell'iniziatore del mondo nuovo eccetera). Possibile che al Foglio il buonumore e l'ironia debbano essere messi sotto accusa? Cordialità.

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