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Obama e la leadership americana

7 Novembre 2008 alle 14:45

Al di là della fantasmagorica, cinematografica, straordinaria commozione che il discorso del nuovo Presidente USA mi hanno lasciato dal parco di Chicago - come d'altronde quello del suo sfidante degno di uno Spencer Tracy d'annata - la Verità innegabile è un'altra: l'elezione "meticcia" del leader del mondo libero candida ad una imperituro o, comunque, prolungato comando delle sorti mondiali, la democrazia americana capace di trasformarsi e rigenerarsi tra borse crollanti, torri esplose e guerre nel deserto nell'ottica del nuovo anche simbolicamente inteso: un nuovo mondo mobile e di pelli diverse riceve il suggello dalla pelle di Obama. Gli USA si sono adattati prima alle profezia di Attali e adesso sono là davanti. Noi europei arranchiamo e per questo le "battute" del Silvio non ci volevano ma non per la questione "razzista" ma perchè sono banalizzanti di un tema di cui, da qua, vediamo solo la polvere della testa di un gruppo che ha la maglia a stelle a strisce. PS per Walter e la seratina al Pantheon una prece (se poi me lo accoppio con il nostro Prime Minister la voglia di immigrare è immediata).

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