cerca

Riflessi condizionati

5 Novembre 2008 alle 12:00

Una guerra in Iraq, paese che non aveva alcun legame con Al Qaeda, una guerra giustificata con prove false e costruite. Un paese che l'unico problema che non aveva era il fanatismo religioso,ora ce l'ha. Si vuol far credere che aver rimesso in carreggiata dopo tanti anni e infiniti morti una guerra ingiusta mal impostata e mal combattuta sia un "stiamo vincendo". Si vuol portare la democrazia, si dice, e non si capisce perché lì e non in Zimbabwe o in Somalia. Ma non è per il petrolio, no no, soliti comunisti dietrologi. In Afghanistan poi la guerra invece la si sta proprio perdendo, i Talebani sono alle porte di Kabul, e si spera solo che non parlandone l'inevitabile non avvenga. Nessuno ne parla, ma quelli sono a Kabul, e fanno attentati nella Green zone un giorno sì e l'altro pure. Per non parlare del fare una guerra ad un paese perché si presume che ospiti dei terroristi (terroristi pericolosissimi e feroci,tremendi e da combattere:prevedo le reazioni pavloviane, non sminuisco, non giustifico minimamente: il terrorismo islamico è il nemico,feroce e totale). L'economia mondiale e statunitense in particolare stanno attraversando la crisi più profonda e grave dal 1929. Però Bush è stato un grande presidente, incredibilmente non riconosciuto dai media e dall'opinione pubblica globale, e che la Storia sicuramente riabiliterà. Si accende la lampadina e i cani sbavano: Pavlov aveva totalmente ragione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi