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Perfection day

5 Novembre 2008 alle 16:30

Le elezioni americane, nel loro complesso, sono state perfette. Prima cosa: i due candidati, entrambi di gran lunga i migliori degli ultimi 30 anni. Seconda cosa: il ritorno alla realtà. Dopo 8 anni di inutili soluzioni (guerre & Co.) a problemi irrisori, si è assistito ad una campagna elettorale sui temi che veramente contano. E ovviamente, tra questi non poteva esserci l'aborto. Terza cosa: the winner. Obama è un miracolo del marketing, ha innovato il modo di costruire l'immagine del politico, ha attratto a sè i poteri economici più illuminati (Google, Apple), oltre che ovviamente l'intellighenzia tutta. Troppo perfetto per essere vero? Quarta cosa: si vedrà.

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