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Partita di giro

5 Novembre 2008 alle 09:35

Tra i vari meccanismi kafkiani esistenti nella scuola, il pagamento dei supplenti è uno dei più riusciti. Funziona così: il Ministero paga gli insegnanti di ruolo, i supplenti annuali e i congedi per maternità; le altre supplenze (malattie, permessi ecc.) vengono pagati dalla scuola. E con quali soldi, direte voi? Quelli che vengono dal Ministero, ovviamente; e come fa il Ministero a quantificare l'entità delle somme da erogare? Un forfait, che varia di anno in anno a seconda dello stato dei conti pubblici o dei cambi di ministero. Succede che, ad esempio, nel 2006 il Ministero non abbia erogato i fondi spettanti (dov'erano allora sindacati, studenti, politici e contestatori di varia natura? boh), così che la scuola elementare del mio paese si trova ad essere creditore verso lo stato di centomila euro. Ma, e qui scatta il meccanismo kafkiano, i supplenti vanno pagati, altrimenti il dirigente scolastico (mica il ministro) rischia una denuncia, dal momento che la nomina del supplente porta la sua firma; d'altronde, se avesse cercato di fare a meno del supplente avrebbe rischiato la denuncia da parte del sindacato per avere fatto pressione sugli insegnanti della scuola per coprire le ore mancanti. Oppure sarebbe stato denunciato dai genitori se i bambini fossero rimasti incustoditi. E cosa si fa per uscirne? Si stornano fondi dalla didattica (spese per attrezzature, laboratori, progetti ecc.) e si usano per coprire questi buchi. Questi sono i problemi per i quali si dovrebbe protestare, altro che il maestro unico.

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