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L'idillio dipartimentale

3 Novembre 2008 alle 14:00

Giovedì mattina, sole splendente. Entro nell'edificio che ospita le segreterie degli studenti e i Dipartimenti della Facoltà di Economia dell'Università di Brescia, passando dietro diecine di finanzieri annoiati in assetto antisommossa. È un antico monastero, chiostri ben curati e affreschi restaurati, corridoi immensi con tante porticine basse, dove si affacciano gli uffici dei docenti. Salgo in Dipartimento di Scienze Economiche e chiedo di consultare il Financial Times, The Economist e altre pubblicazioni. Arriva fresco fresco sul tavolo il FT. Silenzio. Poi dalla porta aperta sento parlare un misto di inglese e giapponese e tedesco, sbircio in corridoio e vedo distinti signori stranieri in visita guidata. Mi sembra di essere a Firenze o Roma o Venezia, ed esco a prendere il giornale. Divergo verso Piazza Loggia. Fischi e slogan del corteo degli studenti (considerato che la Gelmini è di Leno, vicino a Brescia, sarebbe ovvio aspettarsi più pacatezza). Ragazzine di diciassette anni che scandiscono: "Più pompini meno Gelmini". Sorrido verso un compagno di corso: de gustibus... Vabbé ieri ho avuto un esame, ma preferisco tornare in Dipartimento a leggere la rubrica della settimana scorsa di Tim Harford sul Financial T.

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