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Gli immigrati clandestini e i giornali di area cattolica

1 Novembre 2008 alle 17:33

La marea d'immigrati clandestini che sta sommergendo l'Europa e principalmente l'Italia, suscita spesso polemiche da parte di giornali di area cattolica, che, accusando di razzismo chi vuol mettere una diga a questa immigrazione incontrollata, chiedono a gran voce l'accoglienza indiscrimitata di tutti coloro che approdano alla nostre spiagge. Poiché non è possibile trovare un impiego e una casa a tutte queste persone, mi chiedo cosa intendano qusti giornali con "accoglienza", citando spesso, a sproposito, che noi siamo un popolo di emigrati. Evidentemente quelli che scrivono non sono stati mai emigrati e parlano per sentito dire. Gli italiani sono, è vero, un popolo di emigrati, ma di emigrati regolari, non clandestini. Il paragone non regge. Oltretutto io avrei un rimedio: si potrebbero aprire le porte dei monasteri, ormai semivuoti, e quelle del Vaticano, costruendo anche all'interno di quello Stato delle case popolari per i clandestini. Nei monasteri, poi, si potrebbero tenere dei corsi intensivi di carità cristiana, in modo da insegnare anche agli immigrati quello che la religione dei giornali pretende dagli italiani, così potrebbero poi portare questo insegnamento nelle loro terre di provenienza.

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