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La Storia dell'Università Italiana

31 Ottobre 2008 alle 16:46

Il disastro dell'Università Italiana nasce agli inizi delgli anni 80 quando ope legis furono sanati i c.d. precari (borsisti, ecc) che con un concorso molto veloce riuscirono ad entrare tra i ruoli docenti.Molti per anni hanno fatto gli "impiegati" fino quasi alla pensione (ricercatori di 55/60 anni).nel frattempo per far entrare altri furono creati i concorsi a titoli, dando una sorta di "idoneità" a diventare professore, cosa che ha consentito una ulteriore immissione di "dipendenti". Tralasciamo ovviamente i concorsi ad hoc per coloro che per motivi parentali, di convenienza di politica ecc ne hanno usufruito. A questo punto per fare posto sono state aperte ulteriori sedi universitarie nuove o distaccate,(anche a solo 50 km l'una dall'altra) sia per far fronte al numero, non di studenti, ma di iscritti; si ricordi la battaglia democratica "tutti all'università!!!è un diritto!!!" per evitare una selezione che riducesse il numero di iscrizioni a vuoto, e ovviamente per dare la possibilità a chi non trovava ruolo nelle prime di trasferirsi o vincere concorsi nelle seconde. Ovviamente a questo punto sono stati trovati nuovi insegnamenti dei più astrusi con annessi ricercatori ecc. A ciò vanno aggiunte le c.d. laure brevi, i corsi post universitari ecc ecc. (spesso vere truffe pagate profumatamente dagli studenti) che però consentono ad una pletora di "docenti" di raggranellare fondi. A ciò occorre aggiungere i giusti costi del personale amministrativo, le opere di ristrutturazione od edificazioni delle nuove sedi rilevate in qualche(?) caso da privati (a proposito ci si è mai chiesti chi ha pagato? o chi continua a pagare gli affitti?)i materiali ecc ecc. Dopo tutto ciò ci si lamenta che mancano i fondi per la ricerca?

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