cerca

Università vista da dentro

30 Ottobre 2008 alle 09:00

Sono laureanda (magistrale) al politecnico di Milano in ingegneria gestionale e mi trovo, fortunatamente, a lavorare in un'università dove gli studenti non hanno mai avuto una gran predisposizione alle occupazioni et similia, aiutati in questo anche da un corpo docente generalmente responsabile. Ho sentito diversi miei colleghi parlare in questi giorni e ho capito che è forte e diffusa la volontà di impedire a chiunque di bloccare la didattica. La motivazione è semplice: perché, per protestare contro dei tagli all'università, bisogna rinunciare a seguire le lezioni, ad istruirsi, che è poi il motivo per cui all'università ci si iscrive? E perché questa campagna contro Gelmini, che l'università non l'ha mai toccata? I media parlano della questione partendo da una prospettiva completamente sbagliata, come se i pochissimi fossero molti e i moltissimi fossero pochi. In particolare poi sembra che gli studenti "tranquilli" siano disinformati, quando molto più spesso sono le pecore che seguono degli studenti falliti a non aver neanche letto la legge in questione. Il 3 novembre si inaugurerà l'Anno Accademico (ufficialmente, perché qui si va a lezione da inizio ottobre), con la presenza di Gelmini, Formigoni e Moratti. Spero che sia una buona occasione per il confronto e per mettere le basi per un'efficace riforma dell'università (che ci vuole).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi