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Qualcuno aiuti Veltroni

29 Ottobre 2008 alle 12:45

Più che un riformiista per finta - come il leader del Pd appare a don Bozzo -, parlerei di un riformista per forza. Al di là delle sue più profonde e misteriose convinzioni, Veltroni ha scelto di rischiare in proprio la carta riformista: ma quanto questa scelta è definitiva? Quanto attuabile? Il suo punto di partenza, non va dimenticato, è stato l' affiancamento a Prodi I, con l' esperienza negativa dell' Ulivo. Poi la lunga e, dicono, gloriosa esperienza di sindaco di Roma, pensando all' Africa. Forse il suo ideale é Tony Blair, ma alle sue spalle non ha la secolare tradizione di socialismo democratico del Labour Party. Perse le elezioni, ecco l' idea anglosassone dello "shadow cabinet", ma l' unico ministro ombra che ci crede sembra essere Luigi Bersani. Obbiettivamente è difficile, quasi impossibile, fare opposizione "riformista" a un governo che in sei mesi tiene il ritmo di una riforma al mese! Per di più in un Paese che conosce solo un opposizione massimalista.

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