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l'Italia, il Governo e la Scuola

29 Ottobre 2008 alle 14:15

Vorrei replicare a W.Veltroni:la Scuola,quella vera,che si propone il fine di provvedere alla formazione culturale dell'individuo per elevarne la sua conoscenza nel campo dello scibile,insieme alla sua dignità morale e civile nell'umano consorzio, merita una politica coscienziosa e responsabile,che non può che attestarsi su di un analisi critica quanto più oggettiva e scevra da interessi particolari,certamente da non essere identificata nel ripetitivo slogan dell'"Italia migliore del suo Governo", nè nella difesa ad oltranza ed a tutti i costi degli evidenti vulnus,tanti, che da passate riforme o riformette sono stati inferti alla Scuola in nome dell'ampliamento del consenso elettorale ed all'insegna dell'affermazione della cultura di parte. Le proposte serie, quando hanno una tale connotazione,sono in grado sempre, prima o poi, di incanalarsi nei giusti percorsi per essere condivise dalla generalità, senza il ricorso alle strumentalizzazioni ed agli eccessi ai quali è stato dato l'avvio in questi giorni.Se Veltroni, in luogo della conclamata bramosia di "quando governeremo noi",nota dominante del raduno nel Circo Massimo, avesse espresso la ferma intenzione di volere contribuire a realizzare una riforma della scuola condivisa e in sede politica e in tutte le altre deputate e non, a costo di permanere a lungo nei banchi dell'opposizione parlamentare,allora si che il ricercato credito politico poteva con merito essergli riconosciuto. Ma,malauguratamente,non possiamo che disperare dei personaggi che occupano la scena politica di casa nostra.

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