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Però, ammettiamolo, sono bravi

27 Ottobre 2008 alle 14:00

Le hanno buscate alle elezioni, e danno dei bischeri a tutti coloro che non li hanno votati (più o meno il 70%) sottolineando che “gli Italiani” sono migliori di chi li governa. Hanno strombazzato la creazione di un governo ombra che evidentemente all’ombra ci sta bene perché una proposta concreta che sia una non l’ha ancora partorita. Moltiplicano miracolosamente il numero dei partecipanti alle non proprio oceaniche riunioni di popolo con la stessa apparente facilità e perizia di uno che lo faceva duemila anni fa con pani e pesci. Hanno l’incrollabile certezza di essere antropologicamente superiori a coloro che dissentono dalla loro visione della politica, e qualche piccolo dubbio al proposito riescono comunque ad insinuartelo sotto pelle (“santo cielo, vuoi vedere che sotto sotto sono un po’ razzista e reazionario?”). Sanno cavalcare movimenti che non esistono o che in realtà non vorrebbero andare dove loro riescono a farli andare. Riescono a distillare il peggio di ogni decisione governativa o parlamentare (cerca cerca qualcosa di quantomeno ambiguo lo trovi) e, amplificandolo, spacciano la parte per l’intero. Quando vincono le elezioni loro - anche se in modo non proprio trasparente - va tutto bene, se le vince “la destra” ti rammentano subito che anche Hitler – ohibò – venne democraticamente eletto dal popolo. Di “elezioni bulgare” non si rammentano più. Sanno che, lavorando come la famosa goccia cinese, martellando con costanza a suon di adunanze popolari e interventi dipietristi ululanti e cacasenno qualche crepa da qualche parte riusciranno a crearla. Ti sconfiggono per sfinimento. Non venite a dirmi, quindi, che non sono bravi.

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