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Padri che si sfilacciano

25 Ottobre 2008 alle 13:44

Gaber cantava che “i padri” della nostra generazione di ventenni sono “figure disossate, che si sfilacciano”. In questi giorni mi è sembrato vero davanti a tanti esempi di docenti nella protesta, più mediatica che reale, che ha sfiorato l’università. Mi sarebbe sembrata naturale un po’ di autocritica nel dibattito relativo ai gravissimi problemi dell’università italiana, frutto anche di sprechi sconsiderati ed errori più o meno volontari della classe docente. Invece ho spesso ritrovato indulgenza e compiacenza per atti violenti come occupazione e cortei non autorizzati. Capisco che il rispetto umanissimo per lo studente, che dopo due ore di treno arriva in ateneo per seguire la lezione e viene molestato da un picchetto, può non muovere quella trentina di ventenni col sacro fuoco di farsi usare e risolvere tutto col rumore. Ma questo stesso rispetto deve essere alla base di qualsiasi atto di un uomo adulto e con un ruolo preciso come un docente. Soprattutto mi rincresce che in luoghi in cui dovremmo prepararci a vivere non venga insegnato quel piccolo eroismo che regge il mondo, l’eroismo e il gusto di fare ciascuno ciò che si può, che si deve, cui si è chiamati.

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