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Boia chi molla

25 Ottobre 2008 alle 09:35

Il Cav. potrebbe rimediare all’incapacità di comunicazione del ministro Gelmini prestandole un portavoce tipo Capezzone; ma non c’è più nulla da fare per il marchiano errore tattico di attirare in campo tutte le forze avversarie, anziché dividerle con l’affrontare la resistenza alla bonifica di ogni singolo grado di scuola, uno all’anno (l’iperministro dell’economia sarebbe stato comprensivo). Così, ecco gli studenti d’ogni età in difesa gioiosa e intransigente dei costosi sprechi oggi a carico di chi gli paga gli studi, domani a carico loro. Ora non resta che tener duro, perché l’attuale consenso al governo Berlusconi è fondato sulla fiducia nelle sue capacità di riforma: simul stabunt, simul cadent (al proposito, qualcuno dica dov’è finita la decimazione delle province e delle comunità montane al mare; e soprattutto, alzi la mano chi sa spiegare in concreto come il marchingegno Calderoli non sia una bufala, ma assegni agli enti locali una capacità impositiva tale da rendere loro più virtuosi, e i cittadini meno tartassati complessivamente). Se con la maggioranza e il consenso che si ritrova anche stavolta il Cav. non riesce a riportarci tra i paesi competitivi, siamo definitivamente “giubilati”, come di se stessi dicevano un tempo i vecchi. Ripensandoci, di fronte a questa prospettiva ogni rilievo tattico vale quanto invitare a raddrizzarsi il nodo della cravatta qualcuno che stia affondando in un pozzo nero. Bisogna uscirne, o finiremo per stufarci della democrazia, e votare Di Pietro. Lui la polizia la userebbe anche a titolo preventivo.

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