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E se dicessimo sì a Mariastella?

21 Ottobre 2008 alle 18:19

Dopo anni passati a dire che la scuola non va, che la scuola riproduce la società esistente, la sinistra e il sindacato si mobilitano a difendere la scuola così come essa è. Si tratta di coltivare l’illusione che nel paese, attorno ai temi della scuola, la sinistra e il sindacato esistono, che qualcuno resiste al magnate di Arcore e al suo decisionismo di maniera che le tv riproducono come le giaculatorie di attempate bizzoche. Ma cosa succederebbe, se il sindacato di fronte alla più imponente operazione di ristrutturazione nel pubblico impiego che si sia mai vista (150.000 posti di lavoro in meno in tre anni!), dicesse sì? Sì alla ristrutturazione! A patto che il 70% dei risparmi si reinvestano nel settore e il 30% a coprire il debito pubblico. Se poi ci aggiungesse un piano in cui ipotizzare l’uso di quegli investimenti in termini di strutture, laboratori, con particolare riguardo al Mezzogiorno (altro che i corsi ai professori del sud del ministro!!) e perché no? riconoscimenti salariali a chi lavora, allora vorrebbe forse dire che sto sognando un paese diverso?

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