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Alla ricerca dell'Islam perduto

15 Ottobre 2008 alle 09:22

Allora, vogliamo parlare di questo Islam dal volto umano, perduto e seducente, che irretisce gli orfanelli di destra e di sinistra a cui l’acquasanta e il nichilismo occidentale proprio non vanno giù? L’odierna preghiera di Camillo Langone è spia del fenomeno. Viene da pensare a quelle conversioni come ad altrettante “uscite di sicurezza” di anime inquiete, desiderose di una dipendenza ultima. Ci aveva già pensato Hugo Pratt, con le scorribande mediorientali del suo Corto Maltese, a presentarci un Islam insieme ruvido e romantico, ma lo si perdona volentieri. Minor indulgenza si può riservare ad un erede dei sensi di colpa dell’Inghilterra coloniale come Le Carré o al nostro geniale Buttafuoco, che nel suo ultimo romanzo ha scomodato persino il diavolo, nel voler riaffermare nell’iniziazione cristiana all’Islam l’impossibile comunione. Arrivando al dunque sembrano tutti tentativi colti di porre minor distanza tra moschea e chiesa che tra chiesa e sinagoga.

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