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Stamattina stavo per diventare il padrone della TELECOM

10 Ottobre 2008 alle 15:00

Stamattina ho la netta, positiva sensazione che potrò fare l'affare del secolo. Per me, si intende. Ho da parte circa 50.000 euro. I risparmi di una vita. Stamattina, ho la netta, positiva sensazione che - se la borsa continua così - posso comprarmi tutta Telecom. In un sol boccone. Diamine, padrone della Telecom... E chi se lo sarebbe mai immaginato. Ecco, questo è il momento: una azione vale meno di un centesimo di cent. Vado, li ammazzo e compro. Il modem è acceso... Internet è avviato. Nulla, la connessione con la banca è disattiva. Maledizione. Che è successo? Accendo la TV. Sospesa. La mia banca è sospesa. E’ indifferente. Stamattina non lavora via internet. Stanno facendo gli scatoloni. Cosa fare allora? Mi rimane il telefono... Certo che sì, le transazioni posso farle anche per telefono. Me lo ha detto anche il call center della banca: niente sportelli con noi, se non funziona internet c’è il telefono. Basta una chiamata al numero verde. Alzo la cornetta. Nulla. Silenzio di tomba. Neanche il segnale di libero. Dal salone sento la voce di uno speaker del TG che annuncia che anche Telecom, in questo preciso istante, è fallita. Chiude. Niente più squilli, né cellulari. Addio per sempre, Alice. Il sogno di scalare le telecomunicazioni è nato in un giorno e si è infranto in un attimo. Stamattina, ho la netta negativa sensazione che sarà una giornata difficile. Fammi andare a fare una bella scorta di zucchero, farina, pasta, olio e pomodori. Almeno mangio. Pasta? Farina? Pomodori? Stamattina, ho la netta, negativa sensazione che quei 50.000 euro manco basteranno per farmi un piatto di spaghetti. Vabbè. Nulla di male. Vorrà dire che tireremo la cinghia.

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