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E se questa categoria degli atei non fosse più molto interessante?

9 Ottobre 2008 alle 18:35

Non sarà che a furia di professarsi, identificarsi, voler appartenere, molti credenti stiano correndo il rischio di soffocare quel sacrosanto spazio di mistero che con sana umiltà sarebbe bene lasciare davvero a Dio? C'è davvero così bisogno di essere sempre in perenne outing sulla propria fede e magari sulla non-fede degli altri? Non sono maturi i tempi per un ascolto reciproco che vada più in profondità e lasci più rispettosamente intonsa dalle definizioni - di per sè limitanti e spesso addirittura sterili - la dimensione insondabile delle coscienze? Benigni, Mieli, Ferrara...: atei? Devoti? Di certo uomini, che è molto di più.

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