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Ancora musica

8 Ottobre 2008 alle 21:00

Che uno dei grossi problemi per la diffusione di una buona "conoscenza musicale" in Italia siano le radio e le TV, sempre pronte a santificare il cantautore di turno o l' attempato crooner dei bei tempi che furono non ci piove. Mi sono sempre chiesto quante copie di un CD avrebbe venduto, chessò, un redivivo Bill Evans, dopo un passaggio da Baudo a "Domenica in"... Come un altro grande problema è, a mio avviso, il lavoro sporco fatto da molte scuole di musica: tutte (o quasi) puntano ad un virtuosismo fine a se stesso. Nessuna che io conosca che educhi all' ascolto, che formi storicamente sui vari generi musicali e le loro connessioni. Quanti giovani musicisti italiani sanno come e se collegare Robert Johnson a Cecil Taylor o Béla Bartok ai King Crimson ? Quanti hanno letto il fondamentale e divertentissimo "L' ala del turbine intelligente", che lo spiritaccio di Glenn Gould ebbe l' idea di regalarci? Mi è capitato spesso di parlare con jazzisti o rockettari o improvvisatori non italiani: tutti, dico tutti, indipendentemente dal genere, conoscono le radici della musica occidentale (e non solo) e sono in grado di disquisire con competenza e passione tanto di Nick Drake quanto degli XTC, tanto di Hank Williams quanto di Ennio Morricone o Richard Strauss, unendo nella loro musica mondi a volte solo apparentemente lontani e inconciliabili.

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