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Beati i poveri in spirito (scientifico e non)

7 Ottobre 2008 alle 14:15

Un vero ed attento lettore del Foglio non si sarebbe fatto sfuggire la velata ironia contenuta nel mio intervento sul surriscaldamento della Terra. Spiegare l’ironia è come spiegare una barzelletta: “dopo” non fa più ridere, ma in certi casi è necessario. Mettiamola così: addossare al solo scriteriato comportamento umano modificazioni climatiche di immane portata è scorretto sia da un punto di vista scientifico che meramente storico. Non lo dico io, lo dicono importanti scienziati di numerose branche del sapere. Io volevo stigmatizzare - come periodicamente e saggiamente fa il nostro giornale – il “negazionismo climatico”. Il negazionismo nel campo climatico - consistente in una rituale e spietata autoflagellazione – riuscirà a dimostrare una colpa degli umani nell’estinzione dei Dinosauri e nell’inaridimento di Marte; arriverà a sostenere che se un giorno un asteroide dovesse sfracellarsi sulla Terra ciò sarà imputabile all’inquinamento, al razzismo, al colonialismo, al capitalismo e così via. Dimenticando – per esempio – che ai tempi in cui la Terra venne colpita dalla caduta di asteroidi (e la vicina Luna ne era addirittura massacrata) non c’erano ne’ inquinamento ne’ razzismo ne’ capitalismo. Semplicemente non c’era l’Homo Sapiens, ma la Terra già amava passare da glaciazioni a desertificazioni a suo semplice piacimento (in armonico accordo con altri Pianeti e Stelle). Per concludere, non è corretto sostenere che un vero ed attento lettore del Foglio quale io mi reputo sia così scemo da non accorgersi che “l’inquinamento è un problema serio”. Lo sanno anche i bambini delle elementari, e l’inquinamento in realtà non piace a nessuno, a me per primo. Ma questo è un altro discorso

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