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Immobilismo Usa

29 Settembre 2008 alle 15:35

Di fronte alla sconcertante avanzata del jihadismo pakistano (e della sua appendice afgana) quello che fa più rabbia è l'immobilismo occidentale (onusiano in primis) Sappiamo tutti (lo ha sottolineato in maniera esemplare il Foglio) chi è che tira le fila delle madrasa, chi è che ha distrutto il Marriott di Islamabad, la solita "cricca" dell'ISI, il peggio del terrorismo jihadista istituzionalizzato,gli assassini di Daniel Pearl, di Benazir Bhutto (e l'elenco sarebbe troppo lungo). Questa micidiale "santa alleanza" è anche alla base delle turbolenze in Asia centrale, dove il deobandismo ha una solida tradizione e dove è alimentato dalla tendenza dittaroriale e clanica del potere statale. E che fa Ban ki-moon? Nulla, assolutamente nulla. Ha ragione El Pais quando denuncia la sua irrilevanza e la sua scarsa concretezza, e non solo sul dossier pakistano, vista l'irrilevanza onusiana nella risoluzione del conflitto russo-georgiano, nell'applicazione delle risoluzioni in Libano (dove Hizbullah e i suoi sodali iraniani sono sempre più forti) e non ultima la drammatica guerra di potere in Siria. Mi auguro che con la nuova leadership americana si riavvii una vera politica globale, capace di coniugare diffusione democratica e forza morale. Di questo passo, però, mi sa che continuerò a rimpiangere Kofi Annan.

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