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Fede e fondamentalismi

25 Settembre 2008 alle 09:45

Il problema della fede è che non si dimostra un cavolo a nessuno. Non posso andare da un musulmano e fargli una televendita sulle qualità del mio prodotto per convincerlo che la mia religione è più "attendibile" della sua. Nè da un ateo a dimostrargli che Dio c'è. Se credo, se ho fede e mi affido alla Verità, in quella Verità io credo, e non è una romantica passeggiata a braccetto con Dio, è una sfida quotidiana con tutto, compresa quella sorta di consolazione che pensano la religione doni a chi crede (ogni tanto mi sento dire beata te, che credi nella vita dopo la morte...una volta una suora disse a mia madre ridendo "...si immagini che fregatura per me se di là non ci fosse nulla") è messa alla prova, sempre. Non si tratta di decidere la fede più meritevole, ti affidi a una Verità e la rincorri con l'anima e pensi che sia la via giusta, non una strada alternativa, tanto una vale l'altra. E' fondamentalismo questo? E' chiaro poi che le espressioni religiose, di pensiero, l'assenza di fede stessa, son tutte condizioni che sono si meritevoli, ma di essere rispettate, non di essere credute. Un mio amico, con molto senso dell'umorismo, rispose così a un testimone di Geova: Senti, io non me la sento di cambiare, in fondo voi vi salverete solo in centomila, e io sarei in fondo alla graduatoria, e poi vuoi mettere? Qui mi danno pure il purgatorio! Se vogliamo metterla così...

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