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Alitalia: tanto tuonò che piovve

25 Settembre 2008 alle 16:55

Alla fine fortunatamente è prevalso il buon senso ,ma dopo questa vertenza, tra le più sofferte della storia sindacale, nessuna trattativa futura sarà come quelle cui eravamo abituati nel passato. Innanzi tutto le modalità di negoziazione si sono profondamente modificate , essendosi liberate di tutti gli orpelli e gli aspetti rituali che hanno caratterizzato le trattative del secolo scorso. Oggi si tratta senza premboli e per qualche giorno , possibilmente senza nottate, e si arriva alla proposta conclusiva senza assi nella manica. Non capire questo e tirare la corda, dall'una o dall'altra parte, equivale a farla spezzare .Questo comporta , soprattutto per il sindacato , una maggiore attenzione nei riguardi dei propri rappresentati che non devono essere caricati di aspettative al di là del ragionavole. Insomma ,questa modalità più rude e pragmatica può non lasciare ad una controparte una ritirata onorevole , qualora alla fina questa sia costretta a firmare . Questo è un po' quello che è accaduto nella vertenza Alitalia , in cui Cgil e Piloti fino ad un certo punto hanno mostrato i muscoli e alla fine hanno saggiamente preso atto della realtà.Questa ritirata, anche se non proprio onorevole secondo i vecchi canoni sindacali, trovo invece che fa loro onore in quanto li riscatta rispetto alla opinione pubblica prevalente nel Paese.

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