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Si stava meglio quando si stava peggio / Le balle che ci raccontano sulla crisi finanziaria

24 Settembre 2008 alle 14:32

Per chi si occupa seriamente di finanza i giornali di queste settimane risultano perlopiu' illeggibili. Sciocchezze di ogni genere vengono urlate con stolta sicumera e apparente sicurezza da chiunque. Non è la crisi del libero mercato questa, semmai è il break even point di una impresa e di un mondo, quello finanziario, che è ancora troppo legato alla politica in senso corruttivo e occultamente fiancheggiatrice e questo anche negli USA. Sicuramente il progetto clintoniano di desiderio e di sogno si è trasformato in incubo mostrandoci cosa avviene predicando pace impossibile e contemporaneamente addestrando Al Qaeda lontano dagli occhi e dal cuore, e di questo americani e europei dovrebbero tener conto prima di tessere lodi a pagamento per Obama. Ugualmente se lo sviluppo dei subprime da un lato è un effetto della finanziarizzazione che espande l'area del credito, dall'altra è sicuramente il prodotto di una vision democratica e protosocialista di "casa per tutti". I risultati li stiamo vedendo. Piu' vera finanza e piu' mercato libero. Banche e camere di compensazione, clearings, in mano a privati e riduzione del peso degli stati nell'economia e ancor piu' nella finanza. Si evitarà di salvare baracconi zeppi di gentaglia che non sa lavorare, sindacalisti marci, finti traders e hostess che scioperano perchè lavorando 3 ore al giorno non vogliono lavorare 3,3 ore venendo pagate profumatamente. E l'analogia tra aerei e derivati non è casuale...

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