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Si stava meglio quando si stava peggio / Crisi, Tremonti, Filosofia

24 Settembre 2008 alle 18:27

Gli economisti, quelli liberisti in particolare, nostrani o non, hanno poco da dire in quanto hanno peccato e nel merito e sul fondo del problema; più grave sono stati incapaci di qualsiasi analisi ex ante. Certamente, comunque, non dotati di solida cultura filosofica. I grandi della scuola viennese, innanzi tutto profondi filosofi, da Menger in poi, avrebbero anticipato il problema così come Tremonti, fornito di solide basi filosofiche e non solo. Partendo dalla “controversia sui possibili” tra Diodoro e Crisippo, il nostro ministro si è schierato, ed a ragione, dalla parte di Crisippo. Ricordo la tesi del primo: ”Solo cio` che diventa reale è stato possibile; e tutto cio` che è reale è anche necessario”. Il secondo diceva: “Molto è il possibile che non diventa mai reale, giacchè solo il necessario diventa reale”. Molte sono le critiche nei riguardi di A.Grenspan che non ha visto, nella sua conduzione, i limiti del necessario. Anche nella semplice politica dei mutui. Tremonti, ha visto, e per primo, le premesse. Il sillogismo era lì. Era stata creata la possibilità. Analisi sillogística perfetta. Tutti i mutui possono essere non pagati. Posso non pagare il mutuo. La mia casa non vale niente. Conclusione un po’ forte, ma i fatti non si discostano. Alle analisi Tremontiane mi piace accostare la spiegazione di Schopenhauer, forte, come il dire del ministro: “Sempre la premessa maggiore carica il cannone: ma solo quando la minore accosta la miccia, segue lo scoppio, la conclusione.” Ed il BOTTO si sente.

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