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Prolusione del card. Bagnasco - legge sulla "fine della vita"

24 Settembre 2008 alle 17:05

La "lezione" della 194 e della legge 40 dovrebbero aver dimostrato in modo esauriente che è pura utopia ed illusione la possibilità che venga alla fine approvata una "legge sulla fine della vita" che sia pienamente coerente con i principi delineati dal Magistero della Chiesa. Così avremo una legge in qualche articolo della quale sarà concesso qualche "contentino" ai cattolici, poi ci sarà, come da copione, il solito referendum abrogativo, e di nuovo la Chiesa sarà costretta ad una soluzione di compromesso sul "male minore". Inoltre, non convince , nella replica di "Avvenire", che questa legge in realtà sia la via obbligata perchè altrimanti(v. caso Eluana ) si deciderà della vita delle persone "a colpi di sentenza". Secondo me, a parte le considerazioni (non da poco!) sulla sacralità della vita che ci viene da Dio e sul venire ad esistenza della quale l'uomo "coopera soltanto", per me è comunque preferibile una sentenza della Cassazione in questa materai delicatisima (che da noi per fortuna non crea un precedente di fatto vincolante, poichè non siamo in un paese anglosassone) piuttosto che una legge (che prevedo comunque pasticciata e lacunosa) che dispone una volta per tutte astrattamente e nella generalità dei casi su tale delicatissimo tema (generalità di casi che in questa materia è arduo elaborare).

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