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Fede e fondamentalismo

24 Settembre 2008 alle 20:00

Concordo, come spesso mi accade, con le parole della lettrice D’Andrea. C’è una dimensione inconoscibile, non sperimentabile, quella del perché accadono le cose, dall’esistenza del universo all’orrore di Beslan. Ognuno di noi ricerca la spiegazione, e in fondo se la fornisce, anche quando conclude che non c’è spiegazione. Il fatto è che – ahimè – queste spiegazioni sono tutte indimostrabili; è necessario un atto di fede, un salto nel vuoto logico. Credo quia absurdum, come ho già scritto. Ma se io credo nel Dio (con la maiuscola, per rispetto) di Spinoza, perché questo dovrebbe “valere” di meno del Dio di Ratzinger o di quello di Ahmadinejad? Anche quest’ultimo crede nel suo unico vero Dio e non ammette altra possibilità, per usare le parole della lettrice Simonotto. Mi piacerebbe capire come farebbe quest’ultima a dimostrargli che sta sbagliando.

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