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Lettera a Bagnasco

23 Settembre 2008 alle 19:10

Ho letto con un certo sconcerto la lettera aperta del "Foglio" al cardinale Bagnasco. Con tutto il rispetto per le opinioni espresse, vorrei segnalare l'inappropriatezza - in linea di fatto - di questo passaggio: "Puoi rifiutare una cura e lasciarti morire. E’ un fatto. Ma una legge che stabilisca questo fatto come diritto è un’altra cosa". In realtà la legge che stabilisce questo diritto esiste già, ed è la Costituzione della Repubblica, art. 32. Dove si precisa che sono soggetti alla volontà dell'interessato i "trattamenti sanitari" in generale, ossia qualunque intervento del personale medico sulla persona del paziente. Da questo punto di vista, la tanto agitata distinzione fra la nutrizione artificiale e gli interventi propriamente terapeutici non pare pertinente rispetto al dettato costituzionale. Ogni intervento diretto sulla persona del paziente, inclusa la nutrizione artificiale, è per definizione un "trattamento", e come tale è sempre soggetto al consenso dell'interessato.

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