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L'esistenza di dio, o l'esistenza di DIO?

23 Settembre 2008 alle 16:55

Mai pensato né detto né scritto che tutto dipenda dal caso.Io credo, differentemente da lei signor Tassinari, che sia ben grave non ragionare sull'esistenza di dio, abbastanza indegno della natura umana. Ma che poi le conseguenze che uno trae da questo ragionare siano valide tutte,tranne due:chi sostiene che non esiste punto _ chi come lei sostiene che esiste punto. C'è molto di inspiegabile nella natura umana e riguardo l'origine del cosmo: per qualcuno questo inspiegabile si illumina con la presenza di un Dio personale e creatore,per altri con l'agire del caso, per altri con un "dio" spinoziano e panteista,impersonale e necessitato ab aeterno,per altri... Lei mischia i piani:può anche esser vero,anzi lo è, che sia impossibile non ammettere dio,quando con dio si intende quell'inconoscibile che ci manca,e sempre ci mancherà,per capire il tutto _ solo che per lei questo inconoscibile. E' il Dio cristiano punto e a capo. Questo è intollerabile. Ho volontariamene omesso "giudaico" perché la grandiosa ermeneutica ebraica, uno dei vertici del pensiero umano, mai ammetterebbe affermazioni così fondamentaliste sull'esistenza di dio. Si legga la storiella dei rabbini che discutono dell'esistenza di dio e alla fine decidono che non esiste... Il grandioso,la meraviglia,il divino sono nella ricerca,non nella risposta, che c'è poco da fare non potremo mai raggiungere. Ma certo è molto più difficile e scomodo e faticoso che essere fanatici.

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