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Dio c'è. Punto e a capo.

23 Settembre 2008 alle 11:52

Con il massimo rispetto per Livia D’Andrea, è vero che l'esistenza di Dio è indimostrabile scientificamente e ci mancherebbe che non fossimo liberissimi di crederci o meno, ma come scrive Simone Tassi, Dio c’è. Mi spiace essere radicale ma nel 2008 è poco comprensibile non credere nell’esistenza di Dio,con buona pace dei pensatori (quelli peggiori) e degli scienziati (la maggior parte). Mi spiego meglio (forse): è comprensibile non ragionare sull’esistenza di Dio (non è mica obbligatorio), ma è sempre più paradossale, ragionando, credere che sia tutto (creazione ,evoluzione, vita, vita intelligente, cervello, coscienza, coscienza morale e via dicendo) frutto del caso. Sempre Tassi coglie il punto cruciale del Problema secondo me e cioè che se non è così centrale sapere se Dio ha fatto tutto così com'è o se ha fatto qualcos'altro che poi si è trasformato fino ad oggi, basilare è capire (o perlomeno tentare di farlo)se Dio si interessa direttamente o meno all’uomo. La chiave più che Cristo è per me l’anima, la coscienza morale, la parte più pura che produce amore e bontà. Se esiste la coscienza morale è impossibile sia casuale, è per forza prodotta da un’interessato.

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