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Zardari e la tradizione jihadista

22 Settembre 2008 alle 14:00

Dopo l'orribile attantato al Marriot di Islamabad,rivendicato da Tehrik-e-taleban, una cosa mi sembra ormai evidente, ovvero che attualmente è il confine afghano-pakistano (le cosiddette aree tribali, ovvero le agenzie di mohmand, orakzai, khyber, waziristan, kurram), le aree pashtun afghane e il racidalismo jihadista indiano il nuovo fronte caldo di al-qaida. E' importante sapere che proprio qui è nato il deobandismo, praticamente la scuola da cui si sono formati tutti i jihadisti del subcontinente, nonché la tendenza più spietata ed assassina dell'universo neofondamentalista. E' questa cultura della morte che sforna i kamikaze e le madrasa locali. Per me è il vero fututo di al-qaida insieme all'altra scuola salafita magrebina. Da questa ci dobbiamo vedere e sono perfettamente d'accordo con ciò che diceva il generale Arena ieri sul Foglio in merito all'ambiguità degli elders e malik. Aspettiamoci quindi una recrudescenza di attacchi specie dopo l'elezione di Zardari e gli attacchi americani nelle zone tribali.

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