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L'Italietta

22 Settembre 2008 alle 16:10

Mi sembra del tutto evidente che sulla vicenda Alitalia il giudizio prevalente è quello che proviene dal ventre dell’italietta qualunquista e moralista un tanto al chilo. Quindi non manca il berciame antisindacale, così come non mancano gli zelanti kapò dediti alla frusta dei non genuflessi. Tuttavia io credo che la questione Alitalia sia più complessa dell’anatema “carrozzone-pivilegi-sperperi” e che, comunque, i lavoratori di quest’azienda meritino maggiore rispetto di quanto l’hooliganismo dell’opinione pubblica sia ammaestrata a dedicargliene. Per questa ragione lo slogan (riduttivo e stupido come tutti gli slogan) del “meglio falliti che in mano ai banditi” non mi appare così sacrilego come molti ultrabenpensanti affermano. Epifani è l’anticristo e Berlusconi è un cherubino? Beh, se riuscissimo a pisciare fuori da questo vaso forse potremmo considerare plausibile che il personale Alitalia, ovvero cittadini con professionalità medio-alte, preferiscano epiloghi della loro vicenda aziendale orientati verso altre aziende europee del settore piuttosto che verso una “maltrainsema” (rabberciata e messa in piedi per scopi politico-speculativi) cordata di imprenditori italiettani.

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