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Darwin e la scienza

22 Settembre 2008 alle 14:00

Due recenti interventi su Hyde Park contestano la "scientificità" dell'evoluzionismo, in quanto questa teoria spiega, ma non predice, ovvero non è in grado di fornire una distribuzione della probabilità degli eventi futuri. Mi limito ad osservare che anche la fisica newtoniana (portata giustamente ad esempio per eleganza e chiarezza) non spiega nulla di ciò che avviene a livello subatomico; ciò che sembrava un “fatto”, per usare i termini del lettore Poggioni, si è rivelata un’ipotesi, per giunta sbagliata. Dirò di più. La meccanica quantistica, che è lo schema interpretativo universalmente accettato per l’infinitamente piccolo, fa anch’essa entrare il caso nella scienza. Non è possibile - allo stato, ma se qualcuno dei lettori può fornire una soluzione, il Nobel è assicurato – predire contemporaneamente velocità e posizione di un elettrone. Mi si obietterà che almeno per l’elettrone si può costruire una distribuzione di probabilità; ma lo si può fare anche per i nucleotidi del DNA che formano i geni (anche se il calcolo è estremamente più complesso, ogni cromosoma ne conta decine di milioni). In altre parole, è possibile stimare la probabilità dell’evento mutazione; non è ancora possibile conoscere l’effetto di tutte le mutazioni sull’organismo. Ma quand’anche lo conoscessimo, non riusciremmo mai a predire la probabilità di sopravvivenza dell’individuo mutante, le variabili ambientali sono troppe. Questo però non inficia la robustezza dell’ipotesi di fondo. Per fare un paragone, la dinamica dei fluidi spiega perfettamente il comportamento del vapore acqueo, ma nessuno è in grado di quantificare le probabilità di un temporale a Fidenza domani sera.

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