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Architettura antiumana?

20 Settembre 2008 alle 12:50

Al signor Camillo Langone: la spinta in altezza ha sempre fatto parte delle aspirazioni dell'uomo. Cosa poteva sembrare la Basilica di San Pietro alle prime persone che vi entrarono dentro e camminarono sotto la sua cupola? La Basilica di San Pietro non è forse quanto di più ardito potesse consentire la tecnica all'epoca della sua edificazione? Il problema è che in quell'epoca Michelangelo sapeva che alla tecnica si doveva accompagnare necessariamente la tecnologia (nel senso di tecno-logos, con implicazioni quindi anche etiche), mentre il dramma dell'architettura attuale risiede nell'incapacità di pensare architettura a partire da un tecno-logos, e si preferisce utilizzare criteri di valutazione (purtroppo anche da parte di chi esercita la professione) che nulla hanno a che fare con tale disciplina. Il suo articolo, signor Langone, ne è un esempio evidente: una lettura epidermica, con giudizi che hanno come metro di paragone il gusto personale ed altri criteri molto poco oggettivi e quindi difficilmente difendibili (sarebbe bastato pensare a cosa poteva provare un fedele sotto la cupola di San Pietro, o all'interno della Cattedrale di Amiens, in cui il rapporto tra larghezza e altezza è 1:6, cioè spaventoso per l'epoca in cui venne costruita tale cattedrale). Se mi è permesso, signor Langone, il suo articolo critica lo spericolato disimpegno con il quale molti architetti si lanciano in ardite quanto disumane costruzioni, ma si tratta di una critica che nasce da quello stesso disimpegno di chi non è disposto ad affrontare la fatica necessaria a comprendere quali siano i principi su cui la disciplina architettonica si basa, e si riflette in una condanna del grattacielo su base tutt'altro che razionale, e quindi difficilmente difendibile. Distinti saluti

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