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Le chiamavano bocca di rosa

13 Settembre 2008 alle 13:25

Il fenomeno della prostituzione è certamente una ferita per l’anima morale (e moralista di qualcuno), ma per quanto riguarda il ddl del governo, bisogna considerare i seguenti punti: è giustizia punire con il carcere una prostituta, nel caso essa sia sfruttata da qualcuno? È giustizia punire il cliente, che è l’ultimo anello della catena? Sarebbe come voler combattere una polmonite come fosse un mal di gola. È la sproporzione tra il reato che si commette e la punizione (sanzione) che si infligge a determinare la mia sfiducia nel ddl del governo. Inoltre è credere di vivere nel paese di Utopia pensare che uomini e donne non possano scambiare tra loro soldi per la bellezza, quattrini per la compagnia (non obbligata si spera). Credere che belle donne non cerchino ciò che un uomo può offrire loro è assurdo. Non bisogna disperare dell’umanità a causa della prostituzione, bisogna vedere in questo lo specchio della limitatezza dell’uomo. Fare l’amore è meglio di farsi una canna, una pista di coca, o commettere un omicidio, almeno così mi sembra. Quindi è demagogico dire che lo Stato diventa un magnaccia, etc. L’antico mestiere seppur provvisto d’un riflesso economico non si esaurisce in esso, perché “fare all’amore” non è una questione economica.

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