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Non per odio ma per potere - ovvero (Calcio e) immigrazione 3

10 Settembre 2008 alle 18:53

Caro Galassi da Dovera, certo a me cattolico piacerebbe essere così importante da determinare nella sinistra un odio così forte, soverchiante e totalitario da prendermi tutto il merito di tanto sciagurate scelte in materia di politica dei flussi migratori. E tuttavia, abitando in una delle zone più rosse d'italia, e in un paese dove l'immigrazione selvaggia si tocca ogni mattina in piazza (dove peraltro i cittadini italiani vanno ormai ben poco), posso dirLe con certezza che il motivo scatenante è un altro. Certo, anche l'odio per la Chiesa: ma perché la chiesa sottrae potere. Ed è il potere che la sinistra vuole, più di ogni cosa (sembra di citare il Signore degli Anelli...). Qui da noi, la generazione dei vecchi duri comincia a cedere. I reduci delle cellule sovietiche del PCI invecchiano. Muoiono, talvolta. Anzi, fatalmente sempre. E la "base" si erode: i giovani - i più: qualche testa calda nei i rossi se la allevano ancora - sono disincantati, stanchi, disillusi, e le cose si mettono male, risultati elettorali alla mano: il grande Mar Rosso che invadeva la cartina dell'emilia romagna già si punteggia di isolette multicolor - che appaiono ma anche scompaiono - e questo "morbillo fascista" (perché qui o sei dei loro o sei fascista, c'è poco da fare con questi tolleranti democratici) li spaventa. Li terrorizza: perdere Bologna? Di nuovo? Possibile, si dice. Compagni, alle armi! Ma per quante vecchiette paralitiche si accompagnino forzosamente ai seggi, i voti calano. Quale migliore strategia di crearsi una base di consenso "regalando" letteralmente terra e case a chi prima non c'era?, anche perché qui la gente ancora mugugna, ma ora e sempre obbedisce.

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