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No representation without taxation

5 Settembre 2008 alle 14:40

Ogni sortita di Uolter e' un po' una gaffe autolesionista. Non era il Parlamento una riedizione della Camera dei fasci e delle corporazioni? Non erano i presidenti delle camere una emanazione clonica del premier, proni alla sua agenda? L'uscita di Fini, peraltro condita di buon senso con il richiamo ai "doveri" che gli immigrati dovrebbero assumersi in contemporanea al diritto di voto amministrativo, sancisce che, caduto anche il tabu' del "Silvio ha sempre ragione!", la maggioranza di governo e' abbastanza eterogenea da far tacere ogni accusa di "tacitazione" del dibattito all'interno della compagine di governo e del PdL. per quanto riguarda l'oggetto del dibattito, ovvero il voto alle amministrative agli immigrati il rovesciamento del bostoniano "no taxation without representation" andrebbe assunto a piattaforma per una agenda di diritti e doveri: "no representation without taxation".

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