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Sacra libertà di morire

2 Settembre 2008 alle 11:40

Mi pare di capire che il "succo pratico" dell'ultimo articolo di V.Mancuso stia qui: egli si oppone alle tendenze da grande inquisitore di chi, per "salvare", a modo suo, i "molti", tenta di toglier loro la libertà. C'è bisogno di ripensare la natura, di concedere ragioni a questa o a quella visione del mondo per dire questo? Basterebbe forse, in pratica e in due parole, battere le mani e dire: siete liberi! I porci si getteranno di sotto, qualcuno si guarderà intorno intontito e impacciato. Un gruppetto (tra cui, ne sono persuaso, Langone Camillo - sul destino dei teologi sono superbamente più che mai incerto) salirà in Paradiso. Almeno finché, fra qualche decennio, un papa si sparerà in testa tra l'esultanza dei papaboys, parlando ex Cathedra si darà arie vagamente kirilloviane. Da quel dì, il detto "ogni morte di papa" verrà sostituito con qualcosa di un filino meno frequente ("ogni morte di Dio" o "ogni morte naturale", oppure non so, ma abbiamo tempo per pensarci).

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