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A Epifani piace trattare, trattare, trattare…

2 Settembre 2008 alle 13:00

Per quanto riguarda Alitalia, Epifani ha detto che non accetteranno ultimatum e che bisogna trattare su tutto. Non poteva essere che questa la reazione dato che il segretario della CGIL, e con lui tutto il suo schieramento (perchè questo sono oggi i sindacati italiani), è abitauato a dettarli gli ultimatum e non certo a subirli. La questione appare davvero tragicomica pensando che è stato proprio questo dover sempre trattare su tutto che ha portato l'Alitalia nello stato in cui si trova adesso. Non è stata infatti solo una gestione quasi dilettantesca da parte di molti manager della compagnia a far precipitare le cose, ma anche e soprattutto la capacità (bisogna dare atto) da parte delle nove sigle sindacali di far approvare contratti, privilegi e modalità di lavoro non riscontrabili in nessuna altra realtà dell'aviazione civile. L'attaccamento ostinato a tali privilegi, unito ad una folle ed ottusa resistenza a qualunque tipo di riorganizzazione aziendale (tagli di personale, per intendersi), ha portato allo sfacelo. Non ancora contenti, i sindacati hanno recentemente fatto fuggire tutti i partecipanti all'asta indetta dal governo Prodi e come ultimo fiore all'occhiello sono riusciti a far desistere AirFrance che sembrava la contendente più convinta e determinata. Molti dicono che è stato Berlusconi a far saltare il tutto, ma se è vero che il cavaliere ci ha marciato elettoralmente, è allo stesso tempo innegabile che è stato il rifiuto del piano industriale da parte delle sigle sindacali a far crollare veramente il tutto. La stessa AirFrance dichiarò come l'acquisizione fosse subordinata all'accettazione del piano da parte dei sindacati e non certo alla benedizione del cavaliere. E adesso siamo qui, con un Epifani pronto come da copione alle barricate, incurante del fatto che le alternativa a Colaninno&Co; sono la bancarotta,il fallimento e il licenziamento di ventimila dipendenti. Questo però ad Epifani e soci in fondo non importa. Quello che conta davvero è fare finta di avere ancora voce in capitolo per non perdere definitivamente la faccia. In un paese dove i sindacati fanno a gara a chi proclama più scioperi per avere maggiore visibilità ed essere considerato il "più duro e il più puro"(quando non lo si è affatto) non era davvero lecito aspettarsi altro!

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