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Il voto in condotta

1 Settembre 2008 alle 17:42

Sul voto in condotta ripristinato e ancor più sul "5" in condotta introdotto che comporta la bocciatura della cara creatura e la perdita di un anno scolastico ne abbiamo sentite, al solito, di tutti i colori: metodi autoritari, reazionari, naturalmente destinati al fallimento perché ignari della vera natura del problema, ecc. C'è mancato solo il ricorso alla solita accusa di fascismo (o forse m'è sfuggito), che scatta puntuale in questi casi, come la reazione dei cani di Pavlov, nei fedeli custodi del pregiudizio antiberlusconiano. A questi signori, che spesso si atteggiano a grandi custodi della nostra Costituzione, vorrei ricordare che l'art. 34 della medesima così recita: "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". "I capaci e meritevoli: sono esclusi quindi i capaci ma non meritevoli (vedi il "5" in condotta), i meritevoli ma non capaci e, naturalmente, gl'incapaci e immeritevoli. Altro che "6" politico! Bene ha fatto la ministra Gelmini a tener conto del dettato della Costituzione e a porre un argine concreto e, mi auguro, efficace allo squallido fenomeno del bullismo nella scuola, vergognosamente protetto spesso da tremebondi genitori, in ansia per i destini delle loro splendide creature.

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