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Olimpiadi ed Europa

29 Agosto 2008 alle 09:27

Siamo Europei o caporali? Cosa può farci sentire o provare quel senso di appartenenza che, in un mondo votato alla globalizzazione, evochiamo e ricerchiamo inutilmente in una sorta di seduta medianica collettiva? Siamo Europei? (prima dovremmo essere anche italiani ma come diceva Totò “a prescindere...”) Nessuno (comunque non con il dovuto risalto), dopo le recenti olimpiadi di Pechino, ha rilevato un semplice fatto: l’Europa o Unione Europea che dir si voglia detiene il primato di medaglie vinte. In cosa ci riconosciamo? Dov’è la nostra spina dorsale? Se ci sfugge un fatto così macroscopico vuol dire che psicologicamente non siamo pronti a essere Europei, siamo ancora dei Peter-Pan-Nazionalisti (ogni Stato a suo modo) che temono situazioni pronubi. Non siamo europei per religione e dobbiamo a confrontarci culturalmente con civiltà come l’Islam dove la religione è parte integrante di ogni attimo di vita pubblica e privata. Non siamo Europei con un economia a “capitalismo socialista” e siamo impelagati a competere con la Cina che vede il suo prodotto lordo crescere a ritmi notevoli... Non siamo europei e competiamo con l’India anch’essa in crescita economica, religiosamente definita... Lasciateci però questa briciola d’orgoglio: signori l’Europa ha conquistato il primato nel medagliere olimpico di Pechino. Non potremo scriverlo nella Costituzione ma almeno, se è questo che vogliamo, cominciamo a far battere uno straccio di cuore... a costruire un pensiero. Altrimenti: “vogliamo sapere, per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare...”.

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