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Riforma della Giustizia.

28 Agosto 2008 alle 15:31

Sul “Corriere” ho trovato il seguente titolo: “Bernardini: era giusta l'idea dei radicali. Riforma del sistema e in più l'amnistia”: difficilmente sono d'accordo con i radicali, ma su questo non posso non convenire. Da sempre penso che per aggiustare il fallimentare sistema giustizia bisognerebbe procedere a tre modifiche: 1) rifondare l'ordinamento giudiziario: impresa semplice, ma contrastata dalla più potente “casta” di questo Paese; 2) riordinare lo sproporzionato sistema normativo: impresa complessa e mastodontica; 3) rinnovare l'ordinamento penitenziario, per affiancare alla ricostituzione dell'ordine sociale (da conseguire con il risarcimento del privato e della società), il recupero del condannato (da rieducare e ri-formare): impresa forse impossibile anche in Svezia. Per dei perfezionisti, si potrebbe far partire la riforma con un provvedimento di clemenza (indulto ed amnistia) altrimenti per me inconcepibile, come ha dimostrato l'ultimo il più mostruoso dei tanti. Questo tipo di provvedimento, del quale si è abusato in passato, ha avuto una sua giustificazione la prima volta (per ricostruire il Paese) e ne avrebbe un'ultima volta (per resuscitare la Giustizia, la colonna portante di una società, senza la quale non possono essere costruite neppure le altre).

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