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Noi Cristiani, perseguitati d'Occidente!

27 Agosto 2008 alle 17:29

“Deridete pure le nostre credenze: non potete però negare ch'esse sono utili. In ogni caso non giustificano la vostra persecuzione”. Così si esprimeva Quinto Settimio Fiorente Tertulliano nel capo 49 dell’Apologetico, opera scritta intorno al 197 D.C. per difendere i Cristiani dalla persecuzione dei pagani. Purtroppo, questa citazione non è una semplice rivisitazione del passato, ma costituisce, seppur con sfumature storiche diverse, ancora un dato di scottante attualità. Se in Oriente si continua ad assistere all’eliminazione fisica dei Cristiani, in Occidente è in atto un vero e proprio “genocidio culturale”, un tentativo silenzioso di insinuare nelle menti dei fedeli cattolici, un “Cristianesimo intimista”, comodo, sganciato da qualsiasi forma di Autorità ecclesiastica e di obbedienza al Magistero della Chiesa di Roma. Insomma, una fede da “comodino”, da vivere esclusivamente nel tepore della propria coscienza onde evitare di turbare l’affermazione del nascente homo laicus, vero e proprio inganno di questo Terzo Millennio. Dal canto suo l’Unione Europea, gigante senza cervello, si è fatta promotrice di questo scellerato progetto, rifiutandosi di riconoscere, nel preambolo della sua Carta costituzionale le radici giudaico-cristiane, soppiantandole così di fatto con una zizzania neutra e laicista tollerata da tutti gli Stati membri: la “religione dei diritti umani ad libitum”: dottrina sganciata dal diritto naturale (inteso come quell’insieme di norme che il Creatore ha inscritto nel cuore di ogni uomo per orientarlo nella vita terrena) e sempre più in balìa degli impulsi umani; Ormai il trend in Europa è questo e chi va all’assalto di questo mulino a vento, finisce per fare la fine di don Chisciotte dapprima deriso e poi discriminato... … Come non ricordare il caso dell’ On. Rocco Buttiglione candidato alla carica di Commissario europeo nel 2005, defenestrato, poiché “cattolico tout court”, dal veto di Daniel Cohn Bendit, deputato dei Verdi (Sinistra Europea) e leader del Maggio francese del 1968? Se questa non è discriminazione… Sebbene in Occidente non si muoia corporalmente in ragione di Cristo, si viene, però violentemente, spogliati giorno dopo della sua Presenza nel reale (Lavoro-Scuola-Istituzioni). E’ una forma diversa di assassinio, non è una morte cruenta inflitta al corpo, come ai nostri fratelli in India, ma è una morte cerebrale lenta e inesorabile: il corpo vive mentre l’encefalogramma è piatto! Non ci rassegniamo, quindi all’eutanasia della Ragione, ad un “Cristianesimo intimista” ma viviamo questo Tempo con la consapevolezza che i luoghi pubblici dove trascorriamo le ore delle nostre giornate, sono l’arena dove siamo stati calati per rendere testimonianza alla Verità, in modo da poter dire, al termine dei nostri giorni anche noi come S. Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la Fede” (2Tm 4, 6-8).

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